Strage di renne in Siberia a causa del cambiamento climatico

Quando si parla di cambiamenti climatici, un’immagine significativa che rende l’idea della gravità del problema è quella degli orsi polari solitari alla deriva su una piccola lastra di ghiaccio.orso-polare-alla-deriva

Purtroppo, le conseguenze  di un riscaldamento eccessivo del nostro pianeta si stanno facendo sentire anche su altre specie, e nuove immagini emblematiche si stanno aggiungendo a quelle dei poveri orsi. In particolare, di recente, sta facendo clamore la foto delle renne, morte di stenti e sepolte nella neve siberiana.
80 mila renne sono morte di fame negli ultimi dieci anni nella penisola dello Yamal a causa dei cambiamenti climatici.

Photo credits: Huffingtonpost

Photo credits: Huffingtonpost

La penisola di Yamal, nel nord-ovest della Siberia, è una delle regioni più produttive al mondo per i pastori di renne. Gli animali infatti sono particolarmente adatti per questo tipo di habitat: temperature bassissime e una folta coltre di neve.

Ma il cambiamento climatico sta rappresentando una seria minaccia per questi animali e  per le comunità che basano la loro attività su questo bellissimo animale: secondo uno studio pubblicato la scorsa settimana sulla rivista Biology Letters,  il riscaldamento globale ha causato la morte di almeno 80.000 renne e questo numero è destinato a crescere nei prossimi anni.

Nel novembre 2013, 61.000 renne – quasi un quarto della popolazione locale – morirono di fame. I ricercatori affermarono che si trattava del  più grande evento di mortalità di renne mai registrato.

Anni addietro, nel 2006, si è assistito ad un ulteriore e drammatico evento di morte di massa che ha visto  ulteriori 20.000 renne morire di fame. In entrambi i casi, gli animali sembravano morti a causa di strati troppo pesanti di neve e di ghiaccio presenti nel loro habitat, che ha reso loro impossibile  accedere ai licheni e altre piante di cui si nutrono per sopravvivere.

L’impossibilità di accedere al cibo, ha condannato tante renne ad una morte certa e dolorosa.

La presenza di un’abbondante strato di neve sembra apparentemente in antitesi con la tesi del surriscaldamento globale ma in realtà ne è una diretta conseguenza.

REUTERS/Vasily Fedosenko

REUTERS/Vasily Fedosenko

 REUTERS/Denis Sinyakov

REUTERS/Denis Sinyakov

(AP Photo/Dmitry Lovetsky)

(AP Photo/Dmitry Lovetsky)

Secondo i ricercatori, la neve impenetrabile era il risultato della  ritirata dei ghiacci nei mari  adiacenti di Barents e di Kar.

A causa  di temperature insolitamente calde, il ghiaccio disciolto ha prodotto alti livelli di evaporazione e umidità, che a sua volta ha provocato  forti piogge che sono penetrate sotto il manto nevoso ( un fenomeno gli scienziati chiamano  ROS, o “pioggia-su-neve”) . Gli eventi ROS sono state seguiti da un  improvviso calo della temperatura che ha causato il congelamento della neve.

Con il tempo il ghiaccio ha cominciato a scongelare la primavera successiva, i  pastori che avevano perso la maggior parte o tutti i loro animali  sono stati  bloccati nella tundra.

La vita di indigeni del luogo, i Nenets, una antica cultura nomade, è strettamente incrociata con la mandria di renne.

Essi utilizzano la pelle di renna per i loro vestiti, la loro carne per cibarsi  e le ossa come utensili.  I pastori Nenets si spostano stagionalmente con le loro renne, viaggiando lungo rotte migratorie che esistono da centinaia di anni.

Foto di Sergey Anisimov/Anadolu Agency/Getty Images

Foto di Sergey Anisimov/Anadolu Agency/Getty Images

REUTERS/Vasily Fedosenko (RUSSIA)

REUTERS/Vasily Fedosenko (RUSSIA)

(Photo by Arne Hodalic/Corbis via Getty Images)

(Photo by Arne Hodalic/Corbis via Getty Images)

“La renna è la nostra casa, il nostro cibo, il nostro calore e il nostro trasporto,” ha affermato  il pastore Sergei Hudi.

Purtroppo questi fenomeni climatici sono destinati a diventare più frequenti e intensi se la Siberia continua a riscaldarsi e si teme che un’altra carestia di massa potrebbe avvenire a breve.  L’ estensione del ghiaccio del Mare Artico nel mese di ottobre è stata la più breve mai registrata in questo periodo dell’anno.

 

Commenti

commenti

Potrebbero interessarti anche...