Il fantasma dei mari ripreso per la prima volta negli abissi

I profondi abissi rappresentano l’habitat contiguo più grande sulla terra, coprendo oltre due terzi della superficie terrestre e con una profondità media di 3,5 chilometri. Giù giù negli abissi oceanici, ben oltre il punto raggiungibile dai raggi del sole, c’è il regno delle chimere. 


Le Chimere sono pesci “insoliti”: come gli squali, i loro corpi non sono irrigiditi da ossa, ma da piastre e strutture simile ad ossa di cartilagine. Come la chimera della mitologia greca, che aveva una testa di capra, la coda di un serpente e la testa di leone, le chimere sono piuttosto strane a vedersi.  Tuttavia,  sono relativamente comuni e diffuse nel mare profondo, con 38 specie conosciute in tutto il mondo.

Questo video, appena pubblicato dal Monterey Bay Aquarium Research Institute, potrebbe gettare nuova luce su queste misteriose creature.

Il video risale al 2009, quando un ROV – un sottomarino telecomandato – dell’istituto si immerse a più riprese a diverse profondità nelle acque della California e delle Hawaii, raggiungendo anche i 2.000 metri. I ricercatori non cercavano chimere: “A guidare il ROV, in realtà, erano dei geologi”, spiega Dave Ebert del Pacific Shark Research Center ai Moss Landing Marine Laboratories. “È un’area in cui probabilmente nessuno avrebbe mai cercato, quindi è stato abbastanza un colpo di fortuna”.

Un pesce in cui il ROV si imbatteva di continuo sembrava un tipo di chimera sconosciuto, visto che non somigliava a quelle che di solito frequentano le due regioni. Per stabilirne l’identità, l’istituto si è rivolto a Ebert e ad altri esperti, che dopo aver studiato il video hanno stabilito che doveva trattarsi di Hydrolagus trolli, detta anche chimera troll o chimera azzurra dal naso a punta, una specie che di solito si trova nelle acque dell’Australia o della Nuova Zelanda. Il risultato è pubblicato in uno studio sulla rivista Marine Biodiversity Records.

Oltre a essere il primo esemplare ripreso in video, si tratta in questo caso del primo avvistamento nell’emisfero settentrionale. Le uniche testimonianze (del 2002) infatti lo collocano nelle acque tra Australia, Nuova Zelanda e Nuova Caledonia

 

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