L’elefante Tim intrappolato nel fango è stato salvato da una morte sicura

Tim, uno dei più grandi e dei più amati elefanti africani, era rimasto intrappolato in una palude in Kimana, nel parco nazionale di Ambroseli. Era immerso nel fango fino al collo, e probabilmente non sarebbe sopravvissuto se i ranger della Big Life Foundation non gli avessero salvato la vita.

«Era immobilizzato, spaventato e aggressivo», raccontano i ranger che si sono subito messi al lavoro con alcune persone della comunità locale per spostare l’animale di sei tonnellate. «E’ stata una corsa contro il tempo», dicono.

Per prima cosa hanno scavato una piccola diga per far scorrere via l’acqua e fare in modo che Tim si potesse muovere un po’ meglio. Poi grazie all’aiuto del Kenya Wildlife Service, che ha portato un trattore, e del David Sheldrick Wildlife Trust, che ha avuto l’idea di procurarsi una corda di 300 metri che è poi stata realizzata a Nairobi, l’animale è stato liberato dalla palude.

L’operazione non è stata facile: hanno legato le zampe dell’animale con la corda e hanno provato a tirarlo via dal fango grazie al trattore. Ma la corda si è spezzata sei volte. Hanno utilizzato altre tre macchine per liberarlo e i tentativi sono stati moltissimi fino a quando non l’hanno salvato parzialmente.

«Dopo oltre 10 ore sotto il sole l’elefante è stato finalmente liberato», raccontano i suoi soccorritori. Ora Tim sembra stare bene e si trova nel Kimana Sanctuary, dove potrà vivere insieme ai suoi simili.

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